Il confine è stato calpestato. Cronaca di una giornata tra Ventimiglia e Mentone.

L’appuntamento a Ventimiglia è al parcheggio di via Tenda ma noi arriviamo abbastanza presto da riuscire prima a salutare il mare, calmo all’orizzonte e già schiumoso a riva. Registro i suoi suoni. Tra le auto parcheggiate sotto i piloni della Statale 20 si respira l’aria delle grandi occasioni: non è una manifestazione eppure non sarà “solo” un’escursione. Almeno questo è chiaro a tutti. Al ritmo dei su e giù del passaggio a livello arrivano le prime auto da Genova e Milano, Torino, Savona e chissà da dov’altro.

Tra i capannelli, scrutati con occhi curiosi dagli agenti in borghese, si scambiano sorrisi, sacchi a pelo e generi di conforto: qui abitano gli informali, da qui ripartono a piedi i respinti di ieri alla volta del confine di stato. Tra di noi c’è chi qui ci si spende quotidianamente, eppure una distinzione precisa permane tra chi può fare il gesto di valicare la barriera e chi no. In questa linea, anche più ostile del filo spinato, c’è tutta l’impermanenza dei nostri simboli, c’è l’impossibilità, per un’escursione organizzata e pubblica, di infrangere oggi i tanti confini che ci portiamo con noi, ci sono gli effetti che la repressione ha scatenato contro la saldatura tra nativi e migranti.

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Una nuova capanna per lo sciame apeino

Apparso su Alpinismo Molotov (novembre 2017)

Quello di ottobre è stato un mese frizzante per la compagine apeina.
Dovessi raccontarlo al meglio però non partirei dall’inizio né dalla fine ma giusto dalla metà. Il 15 ottobre infatti ha inaugurato il Rifugio della sezione capitolina dell’Associazione Proletari Escursionisti.
Arrivo a Roma il 14 sera, la partenza è prevista per le 23 da Casetta Rossa (la casa base di APE Roma nel cuore della Garbatella) e di lì a Poggio Catino, in provincia di Rieti, va poco meno di un’ora e mezza di auto.
Il rifugio, in località Trio, ha l’allacciamento alla corrente ma all’arrivo lo illuminiamo con un fascio di torce e la sensazione è impressionante per via della struttura costruita attorno a tre alberi che letteralmente bucano il tetto del corpo principale (complessivamente il rifugio comprende tre edifici). Attorno al camino si fantastica fino a tarda notte di un sogno che, per lo sciame apeino, si rincorre da novantaquattro anni.

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Volontariamente al servizio del profitto

Apparso su A/Rivista n. 413 (febbraio 2017)

Con le olimpiadi invernali di Torino 2006, e definitivamente con Expo 2015, il lavoro non retribuito ha cambiato volto ed è diventato “volontariato postmoderno”. Un nostro collaboratore, membro della rete No Expo, ci racconta com’è cambiato il significato del volontariato. Da attività no profit a manodopera non retribuita impiegata per il profitto. Dei padroni.

Seppure non stiamo parlando di una novità assoluta, tra i precedenti eccellenti si annoverano infatti le olimpiadi invernali torinesi del 2006, Expo 2015 è stato (ignobile primato tra i molti) l’evento che ha sdoganato nel Belpaese sia l’uso di massa del lavoro non retribuito, sia la distorsione lessicale oggi nota come “volontariato postmoderno”.

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Il nucleare in Italia: andata e ritorno

Apparso su A/Rivista n. 408 (giugno 2016)

L’avventura atomica italiana non è mai finita: non sono esaurite le scorie tossiche, né gli investimenti all’estero delle imprese di settore, non è risolta l’ubicazione del deposito nazionale, né l’indipenenza energetica dalle importazioni d’oltralpe.
Latina, Sessa Aurunca, Caorso, Trino e ancora Montalto di Castro. Pare che, per un breve lasso di tempo, esattamente 50 anni fa, il Belpaese occupasse il terzo posto nella classifica dei paesi produttori di energia nucleare. Niente di straordinario in termini quantitativi, il tentativo di posizionarsi come paese dotato di expertise affondava piuttosto le radici nel bisogno di rispondere all’enigma senza tempo della questione energetica. In un territorio non certo generoso dal punto di vista delle fonti di approvvigionamento, la stagione dei “ragazzi di via Panisperna” non rappresentava che uno dei tentativi di trovare risposte dal sapore “autarchico” al problema. Le vicende personali di Majorana e Fermi, unite al contesto di persecuzioni razziali, mancanza di fondi e approssimarsi della guerra, portarono definitivamente oltre oceano le conoscenze acquisite dal gruppo di fisici. E’ solo all’indomani della Guerra e dell’agghiacciante impatto della bomba atomica, che, accanto alla cinematografica vicenda di Enrico Mattei e del suo progetto di alternativa alle “sette sorelle”, prende il via la seconda stagione dell’avventura atomica nostrana.

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Milano al voto: più che mai esclusiva, più che mai escludente

Apparso su NapoliMonitor (giugno 2016)

Un risultato scritto, cancellato, quindi ripassato con mano incerta. È questa la prima impressione all’indomani dello spoglio elettorale. Sei mesi fa, quando Beppe Sala annunciò la sua candidatura alla poltrona di primo cittadino, supporter e detrattori erano uniti dalla consapevolezza che Mr. Expo avrebbe portato a casa il risultato. Del bilancio economico del big event nulla era dato sapere, i mancati pagamenti ai fornitori della kermesse già minacciavano di mandare gambe all’aria più di un’azienda e l’ardua conta dei visitatori paganti raccontava di un esito ben diverso dalle rosee previsioni di sei mesi prima.

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