Gli autori del massacro risiedono nel palazzo del sultano

Apparso su Carmilla On Line (13 ottobre 2015)

Appunti all’indomani della strage di Ankara

A fuoco

Il concentramento della marcia “lavoro pace democrazia” è per le dieci di mattina nei pressi della stazione ferroviaria. Migliaia di persone affollano già il centro di Ankara reclamando a gran voce la risoluzione pacifica della questione curda, quando due boati successivi rompono, intorno alle 10.45, la tregua armata che da quattro mesi regge il paese. Tregua perché un esecutivo transitorio, orfano di accordi di governo, doveva preparare il terreno per le elezioni anticipate del prossimo 1 novembre. Armata perché la sospensione delle ostilità del PKK, incrinata dall’attentato al comizio del leader HDP Demirtaş (5 giugno) e rotta dopo l’attentato suicida firmato dall’IS il successivo 20 luglio nel centro culturale di Suruç, apre una stagione di violenza le cui vittime civili nel solo Kurdistan turco avevano raggiunto quota 113 già lo scorso venerdì.
Le immagini che (rallentate-zoommate-commentate) scorrono compulsivamente sui media sono sempre le stesse. Le altre sono state requisite nelle redazioni di stampa e televisioni, prima della chiusura, l’ennesima, dei maggiori social network in tutto il paese. La viralità amatoriale prende la via di instagram e delle connessioni in roaming degli internazionali, mentre la sede di HDP (Partito Democratico dei Popoli) viene evacuata e perquisita.

Continue reading “Gli autori del massacro risiedono nel palazzo del sultano”

Cop15: abbandonate ogni speranza voi che entrate!

Movimenti, green washing e global warming…appunti di ritorno dalla conferenza di Flopenhagen (dic 2009)

Cop15, o, per esteso, quindicesima conferenza delle parti. Tanto per essere chiari: le “parti” sono le nazioni aderenti all’O.N.U. e la conferenza, tenutasi in quel di Copenhagen tra il 9 e il 18 dicembre 2009, si preannunciava come l’appuntamento più atteso di sempre sul tema della lotta ai cambiamenti climatici.
Sotto il profilo narrativo sarebbe elegante affermare che Cop15 non ha tradito le aspettative di quanti credevano nella possibilità di una svolta green dell’economia globale: la favola della green economy (malcelata dal paravento della responsabilità sociale d’impresa) l’abbiamo già conosciuta, e a dirla tutta puzza di grande presa per il culo. In tempi di crisi non solo finanziaria ma innanzitutto energetica, alimentare e climatica, chi vive sperando muore…non c’è Hopenhagen che tenga. A distanza di poche settimane il bilancio sul tanto atteso accordo postKyoto è unanime e scoraggiante: Copenhagen si è rivelata un fallimento di grande impatto mediatico.

Continue reading “Cop15: abbandonate ogni speranza voi che entrate!”